lunedì 25 giugno 2007

CHE SVISTA



E' una vita che ignoro l'amicizia, o meglio, seplicemente c'era ed era invisibile. Non me ne sono mai curata, non ho mai innalzato odi, nessuna assuefazione e ora, malgrado io abbia due amiche da 18 anni scopro che non sono adatte a me. Nessun litigio, nessuno screzio, è solo pacifica incompatibilità.
Le amo, siamo a nostro agio, ma non condividiamo molte cose, quelle che mi fanno essere serena. Questo errore ho commesso: evitare amicizie perchè mi sentivo già a posto, sistemata. Ho sottovalutato la mia reattività, pensando ancora una volta di avere equilibrio mentale, quell'equilibrio che ti fà concepire una determinata cosa ugualmente per sempre. Per sempre.
Ho notato che invidio quei gruppi di amici sotrici, quelli che si sentono e si vedono tutti igorni, quelli che stanno sempre insieme, vacanze insieme, cene insieme, a casa insieme. Sempre insieme, quelli intramontabili. Le "grandi famiglie".
Ecco il mio anello mancante.
Malgrado il mio amore per la solitudine queste due onnipresenze della mia vita resteranno come sempre alla deriva su una zattera che tiro a me mediante una corda.
Cazzo.
L'anello mancante della mia catena.


IO sono sepre la costante di me.

1 commento:

Anonimo ha detto...

avere una famiglia ristretta, ma toccare tutti.
e aggiorniamolo.
su.
un sorriso.