giovedì 2 agosto 2007

grazie

"se quando torno ad ottobre non ci vediamo perche' devi vedere ancora quella minestrina riscaldata di frittomista mi incazzo e sconvolgo le dorsali oceaniche."

martedì 10 luglio 2007


la dimenticanza è come un panno sporco in un fiume, lercio lo tieni con due dita immerso nell'acqua immobile e pian piano si pulisce lasciando intravisibili aloni. di un ricordo nitido rimane una macchia appena visibile che, a seconda del moto dell'acqua pian piano si purifica.

ovviamente se ci si continua a macchiare non si può che sperare in un solvente.


Candide note danzando nell'etere

d'un tratto rapite, straziate cadranno;

il labile tessuto delle loro parole

voloce al suolo macchiato perirà.

Perchè adoperare cotanta leggiadria

se non per morire affogate nel sangue?




POSSIBILITA'





giovedì 5 luglio 2007

realizzazione


le parole sono importanti, ma a volte le uso soltanto come parole, suoni con significato, codici esplicativi di un pensiero che si snoda da immagine a concetto per diventare domanda o conclusione o risposta o qualsiasi altra cosa luccichi nelle sinapsi.
parole come sfogo in genere, sfogo che stà ad intendere le goccia che esce dal vaso quando è pieno, il cassetto che deve essere svuotato per contenere oggetti nuovi o semplici altri oggetti una sorta di apparato digerente che ha in sè un organo che assimila e rialabora ma conserva.
sfogo di tiepide brezze che cullano la mente o turbinosi vortici, calma piatta o nebbia, afa e gelo come se la testa possa plasmare delle stagioni senza apparente volontà.
volontà. ci vorrebbe una volntà di supporto alla volontà; una forza di volontà che possa dare manforte alla forza di volotà. ne servirebbero due, in contrastrante collaborazione possibilmente efficacie.
confusione.
caos.
subbuglio.
non esiste la pace interiore, è la morte dello spirito libero. vivacità non è pace, la calma è piatta.
noia: c'è chi la definiva l a"vecchia troia", una meretrice consumata, svogliata e stanca.

la non-pace è una condanna, ma a me và fin troppo bene così, perchè io di più, sempre.

lunedì 25 giugno 2007

CHE SVISTA



E' una vita che ignoro l'amicizia, o meglio, seplicemente c'era ed era invisibile. Non me ne sono mai curata, non ho mai innalzato odi, nessuna assuefazione e ora, malgrado io abbia due amiche da 18 anni scopro che non sono adatte a me. Nessun litigio, nessuno screzio, è solo pacifica incompatibilità.
Le amo, siamo a nostro agio, ma non condividiamo molte cose, quelle che mi fanno essere serena. Questo errore ho commesso: evitare amicizie perchè mi sentivo già a posto, sistemata. Ho sottovalutato la mia reattività, pensando ancora una volta di avere equilibrio mentale, quell'equilibrio che ti fà concepire una determinata cosa ugualmente per sempre. Per sempre.
Ho notato che invidio quei gruppi di amici sotrici, quelli che si sentono e si vedono tutti igorni, quelli che stanno sempre insieme, vacanze insieme, cene insieme, a casa insieme. Sempre insieme, quelli intramontabili. Le "grandi famiglie".
Ecco il mio anello mancante.
Malgrado il mio amore per la solitudine queste due onnipresenze della mia vita resteranno come sempre alla deriva su una zattera che tiro a me mediante una corda.
Cazzo.
L'anello mancante della mia catena.


IO sono sepre la costante di me.

domenica 24 giugno 2007

VOILA'



Oh Dio.
quando lo dico vuol dire che ho perso la testa. sono nella Spirale dell'incredibile. L'intensità mi porta a pronunciare l'unico nome in cui non credo, l'unico frontesaldo contro il quale mi impongo.
L'uomo più furbo sà, lui me l'ha sentito pronunciare più volte.
Scrivo in chiave per sfogare ma proteggere. Perchè lei sì, osserva la realtà distorta dalla sua prospettiva, ma se ne meraviglia ogni giorno perchè tutte le fonti d'interesse personali nascono dal mistero di noi stessi. Per chi sà vivere davanti ad uno specchio.
Comprai da piccola delle caramelle di vetro, non so il perchè, erano così belle e incorruttibili. Si cerca la bellezza durevole perchè si è ossessionati dal concetto della "vita della farfalla". Fragile.
Si vive finchè si vive. Amo vivere attraverso me.
Stili e tendenze sono dilettevoli chiavi di lettura che si mutano a proprio gradimento e vantaggio.
Andrò tra le mie lenzuola al buio, testa sotto al cuscino per sentrmi chiusa in un sogno in veglia e sono io a far la burattinaia a tutto tondo. Lì vedo la mia proiezione. Mentre cala, il sipario si inceppa e resto quì spavanda a prodigarmi in infiniti inchini. Applausi.

A VOLTE SEMPRE


"C'è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo": Così dice il mio buon Baudelaire che mi accompagna da anni, come ha ragione, sempre. Tutto è imminente, in procinto di, che stà quasi per accadere. Quasi.Sono sempre stata impaziente, sempre.
Lascerò al carissimo Charles il privilegio di parlare per me stanotte, così che io possa godermi lo scorrere delle sostanze assunte nelle vene. "
Una passione sfrenata per l'arte è un cancro che divora ogni altra cosa." infatti l'arte infetta e diventa un morbo autoimmine geniale e grandioso, diventa natura di sè.
"
Ci sono tanti tipi di bellezza quanti sono i modi abituali di cercare la felicità." Arte + Bellezza, quindi arte è natura di sè secondo la logica Aristotelica.
"
Il dandy dovrebbe aspirare ad essere ininterrottamente sublime. Dovrebbe vivere e dormire davanti a uno specchio." per viver di sè e contemplare il proprio egoismo e poi condividere il propio con un egoismo altrui. Questo è il privilegio, il mio, questo.
La morare è la debolezza dell'iniziativa,lo stupido compromesso al pacifico coesistere, il deterrente del piacere, la cieca piaga che pedina gli Edonisti; il trucco stà nel tenersene un pizzico nel taschino e abilmente spolverarne un pò quà e la sul becco delle malelingue.
Io n
on voglio dimostrare niente, voglio mostrare. E' diverso, io non sono soggetta ne assoggettata a critiche, questo è l'errore di chi mi si rivolge dall'alto; io non sono in alto, io non sono in basso, io non sono: io mi sono iscritta indiscutibile.
La vita è un susseguirsi di sensazioni e immagini, di conseguenza le mi sclete sono state due: catturare le immagini e fare sì che tutto sia fonte di sensazione, tutto è come una grande fonte da sfruttare e spremere fino alla sazietà.
La staticità è la morte. Io mi muovo, e se mi fermo penso al movimento. Sono molto più viva.

Io di più, Sempre

sabato 23 giugno 2007

IL LEVIATANO


Malgrado le apparenze, ci sono cose delle quali mi spiacerebbe fare a meno.
Ci sono cose delle quali bisognerebbe fare a meno ma si chiude un occhio. Altre che sono superflue ma va bhè. Altre importanti che non si prendono in considerazione, o meglio gli occhi si chiudono tutti e due e si procede in avanti con un bel sorriso di noncuranza e altre che proprio sono una disgrazia, ma piacciono, altrochè se piacciono.
Una persona di sani principi affonderebbe le sue mani nei veri valori e procederebbe diritto per la sua strada. Avere un certo tipo di mentalità ti fà essere felice in un certo modo. C'è chi è contento sotto un ponte a testa in giù divorato dagli scarafaggi. Ad ognuno la sua turba.
Ma io mi chiedo, cos'è che porta ad avere un certo tipo di concezione? Le esperienze ed una buona dose di geni.
Io vorrei credere in Dio, vorrei poter credere che se sono in mezzo ad un bosco buio, questo redentore sia li con me a proteggermi, e se io prego non ho nulla da temere.
Invece no, sono cinica. Dio chi è? una favoletta.
Brava, i boschi bui ti fanno paura e ti eccitano. Ma cosa ti protegge da te? Nulla.
Queste sono concezioni, distorte concezioni. Ma come sono saltate fuori? Ecco i geni e l'immaginazione cruda e vataggiosa. Credi in ciò che ti conviene. E non c'è nulla di più rassicurante. Sei in un bosco? Sei sola e spaventata? Si, ma nulla in questo buio ti può uccidere. E come? Ti accucceresti dando le spalle ad un albero con le mani sugli occhi. Se non vedi nulla accade, niente ti vede. Di questo ti vuoi convincere, in questo tu credi in quel momento. Vero, falso, giusto o sbagliato che sia questo è ciò che ti rassicurerebbe in quel momento e tu ti imponi di esserne certa. Moriresti dicendo che era un incubo, tu avevi gli occhi chiusi, la realtà era finita nell'istante in cui hai messo le mani sugli occhi.
Ma apriamo gli occhi. Cosa vedi? una luna, degli alberi, tante ombre, dei rumori che preferisci non considerare ma che ti fanno sussultare, il cuore batte. E ora? Non fare la bambina, non è che tutti i lupi del creato stanno li ad aspettare che una come te vada nel bosco.
Ma se c'è una cosa che sai è che l'istinto animale ha fame, sempre tanta fame, come te.
Quindi hai fame tu e non lui (secondo te) perchè "fuoco cattivo albero buono" e "tu cattiva lupo cattivo" quindi amici.
Ti proteggera il Lupo dai lupi.